SCUOLA
La mia classe è nel monitor
di Elisa Manacorda Lo studente è al suo primo giorno di università. Eppure si
muove sicuro nel dedalo delle aule accademiche, conosce come le sue tasche i corridoi, le
biblioteche, i punti di ritrovo della sua nuova facoltà. Ha già incontrato i suoi
professori, li ha visti fare lezione, anche se loro non hanno visto lui. E ha capito
subito quali argomenti lo interesseranno e quali no.
In realtà, questo studente nella sua università non c'è mai stato prima. Tutto quello
che sa lo ha visto grazie a Internet. Qui, navigando tra i siti dedicati alla scuola, ha
trovato quello che cercava: la rappresentazione virtuale della sua università. Con tanto
di segreterie, professori, aule e biblioteche. Dal computer di casa, ha girovagato per
l'edificio, dove ha incontrato i suoi futuri docenti. Prima è passato dalle segreterie.
Dove gli hanno fatto notare che per l'iscrizione, quella vera, mancava un certificato.
Così, quando si è recato di persona in quegli uffici, la procedura si è svolta in un
batter d'occhio.
Ci crediate o no, questa volta non si tratta della solita avventura futuribile. È quanto
dovrebbe accadere tra qualche mese. Quando sarà finalmente pronto il software di
simulazione di ambienti reali che l'Enea sta mettendo a punto in collaborazione con la
facoltà di Sociologia dell'Università La Sapienza di Roma e la Project srl. .Si tratta
di un simulatore di realtà virtuale che permette di ricostruire virtualmente luoghi
esistenti, e dove gli oggetti e i personaggi in gioco sono dotati di intelligenza
artificiale., racconta Carmine Marinucci, direttore del progetto Campus dell'Enea e
animatore di Internet scuola, il progetto nato nel 1995 dalla collaborazione tra l'ente di
ricerca e il ministero della Pubblica Istruzione. Lo scopo del nuovo software, che
dovrebbe essere accessibile gratuitamente in rete, è quello di simulare l'ingresso
all'università, in modo da facilitare l'accesso reale. .Ma stiamo pensando anche alle sue
applicazioni per l'apprendimento a distanza., continua Marinucci: basta immaginare una
classe virtuale, con trenta studenti che alzano la mano e fanno domande, e un professore
che spiega e risponde. Tutto dentro lo schermo del computer.
Quello a cui stanno lavorando all'Enea è certamente un prodotto all'avanguardia (vedere
l'articolo seguente, sulle esperienze straniere). Ma la strada è ormai segnata. Internet
ha ormai fatto il suo ingresso nella scuola. E il merito è soprattutto del Programma di
sviluppo delle tecnologie didattiche (Pstd) 1997-2000, il progetto di finanziamento alle
scuole per l'acquisto di hardware e software e per la formazione degli insegnanti
(www.istruzione.it/guida.htm), per il quale il ministero della Pubblica Istruzione ha
promesso mille miliardi di lire in quattro anni, e stanziato, fino ad oggi, 170 miliardi
nel 1997 e 270 miliardi nel 1998. Il risultato è che a tutt'oggi quasi il 50 per cento
delle scuole italiane è connesso alla rete (vedere grafico). Il che, su un totale di
17.323 istituti di ogni ordine e grado, significa quasi ottomila scuole. Le previsioni del
ministro Luigi Berlinguer per il prossimo anno sono insomma ardite, ma non campate in
aria: nell'anno scolastico 1998-99, ha dichiarato, le scuole italiane collegate con
Internet diventeranno dodicimila. .Certo, è un passaggio che sta avvenendo con
gradualità., conferma Mario Fierli, coordinatore del Pstd. .Ma in molte scuole,
soprattutto nella secondaria superiore, l'accesso alla rete è diventata un'abitudine
quotidiana..
In questo quadro di generale soddisfazione c'è anche chi tenta di moderare i pur
giustificati entusiasmi. .Alla scuola italiana manca ancora una vera cultura della rete
che permetta di usare al meglio questo strumento nella didattica., commenta Michele
Fabbri, giornalista, insegnante dell'Istituto tecnico industriale Copernico di Ferrara, e
referente della rete civica delle scuole della sua città. E sono almeno due gli ostacoli
ancora da superare, secondo Fabbri, per entrare di diritto nella grande comunità virtuale
del pianeta. In primo luogo la formazione mentale degli insegnanti e la struttura
didattica della scuola, entrambe ancora organizzate per discipline: un modello che in
Internet ha poco senso. E la cronica mancanza di tecnici, cioè figure in grado di gestire
le strutture di rete, i programmi e l'hardware già disponibili.
Il panorama delle scuole italiane in rete, insomma, appare vastissimo ancorché
disordinato. Docenti e studenti si servono di Internet per comunicare tra loro, per
imparare la storia e la geografia, per far conoscere le proprie esperienze, per migliorare
la partecipazione dei genitori alla vita della scuola, per far studiare gli studenti
costretti a casa da una lunga malattia. In che modo? Ecco gli esempi più significativi.
Seneca? È un ipertesto
.Internet è uno strumento didattico innovativo, che uso per insegnare meglio le mie
materie., dice per esempio Licia Landi, professoressa di italiano e latino al liceo
classico Scipione Maffei di Verona. Con i suoi ragazzi, Landi ha costruito e messo in rete
(https://www.licialandi.com) un
ipertesto sul "De brevitate vitae" di Seneca e un altro su Federico da
Montefeltro. Gli alunni del Liceo Archita di Taranto propongono invece Sheherazade
(www.quipo.it/ archita/Sheherazade/Arabi/HOME.html), un ipertesto nato dallo studio della
storia del popolo arabo. Dall'Istituto tecnico industriale Galileo Galilei di Livorno
arriva Hyperfoscolo (www. comune. livorno.it/ itis/foscolo/masks2.html), l'ipertesto
dedicato al poeta dei Sepolcri. E il liceo Berchet di Milano presenta il lavoro sui moti
del 1848 a Milano e in Europa (www.enet.it/scuole/ berchet/ netday98/ home. htm), che ha
vinto il primo premio all'ultima edizione dei Netd@ys. E c'è anche chi ha messo in rete (http:// kidslink.bo. cnr.it/
irrsaeer.arte/rav1) le proprie osservazioni sui mosaici pavimentali in Via D'Azeglio a
Ravenna: sono gli studenti del liceo ginnasio Dante Alighieri della cittadina emiliana.
C'è poi chi, finalmente libero dalla tirannia del ciclostile, oggi mette on line i
giornalini della scuola, con grande risparmio di carta e diffusione assai maggiore. Ecco
allora il Pysellis (www.itis.mn.it/pysellis), dell'istituto tecnico industriale Enrico
Fermi di Mantova, Curiosando nella scuola (www. criad.unibo.it/ smgatteo/ 5pag1. htm), il
giornalino della scuola media Giovanni Pascoli di Gatteo (Forlì), il Diario di Bordo
(www.novanet.it/ vvol/ scuola/ sc_inf/ sc_media_mquadrio/dibordo.htm) della scuola media
M. Quadrio di Ponte in Valtellina.
Se qualcuno pensa che a rimanere fuori dal gioco siano le scuole elementari, si sbaglia di
grosso: i bambini che fanno capo al Progetto Telescuola hanno messo in rete (www.comune.
Jesi. ancona. it/.telscuo/ ALBERO/albero. HTM) i loro lavori di educazione ambientale su
alberi e fiumi. Il nostro mondo (http:// labnet.
cnuce.cnr.it/ BDB/ prebdb. html) è invece una banca dati per le ultime classi delle
elementari e le prime della scuola secondaria inferiore, che si arricchisce
progressivamente con i lavori dei bambini.
E ancora, basta dare un'occhiata al Ficcanaso (www.eponet.it/
pavonerisorse/ficcanaso3.htm), dei bambini e insegnanti della scuola elementare di Pavone
Canavese (Torino), o al Rodari News (http://archimede.isiline.it/2circolo),
il giornale della scuola elementare Gianni Rodari di Alba (Cuneo) per capire che anche i
più piccoli, se opportunamente guidati dagli insegnanti, possono divertirsi e imparare
con la rete.
I genitori li avvertiamo online
Alcuni istituti usano Internet per gestire la comunicazione interna: .La nostra scuola ha
una intranet che collega tutte le classi, la sala professori, la biblioteca., spiega
Domenico Calabrò, preside dell'istituto tecnico industriale Antonino Panella di Reggio
Calabria. Che attraverso il computer invia a docenti e studenti le circolari del
ministero, le direttive, gli ordini di servizio: .Un trucco che mi permette di ridurre a
un decimo i tempi burocratici, e di conservare le energie per la didattica.. Ma il
progetto cui Calabrò tiene di più è quello del registro elettronico: tra qualche tempo
ogni genitore avrà la possibilità, attraverso un codice di accesso personale, di
controllare la presenza e i voti di suo figlio, o di parlare con i professori. Il tutto
senza muoversi da casa. Una strada, quella dell'accesso elettronico ai dati scolastici,
battuta anche da qualche privato: il gruppo editoriale Tramontana offre una .sala dei
professori virtuale. (www. tramontana.it/ professori/ index.html) mentre la Degeco srl
offre il servizio Incas, ovvero Internet casa scuola (http://
incas.degeco.com) per la consultazione immediata dell'andamento scolastico degli
studenti.
Altre scuole in rete puntano invece ai progetti di formazione a distanza. Alcuni istituti
della capitale, per esempio, hanno capito che l'unione fa la forza: e così, l'istituto
tecnico industriale Albert Einstein (www. comune.roma.it/einstein) in collaborazione con
alcune scuole medie, elementari e materne, ha sviluppato un modello di formazione a
cascata, che prevede forme di tutoraggio da parte degli studenti più grandi nei confronti
dei loro colleghi più piccoli. Il risultato è una rete telematica per l'innovazione
didattica (Didanet) di cui fanno parte oltre 14 istituti romani di ogni ordine e grado.
Alla formazione in servizio dei docenti sono invece dedicati due progetti dell'Istituto di
Tecnologie Didattiche del Cnr di Genova (http://paradiso.itd.
ge.cnr.it): Polaris, .un progetto sperimentale basato sull'uso intensivo delle risorse
telematiche., spiega il promotore Guglielmo Trentin, ricercatore, e autore di Insegnare e
apprendere in rete, da qualche giorno nelle librerie per Zanichelli, e Medea, un corso di
formazione in rete per lo sviluppo di progetti di educazione ambientale.
Qui ci si orienta
Se è vero che Internet entra nelle classi, è anche vero che sempre più spesso la rete
è uno strumento che aiuta a uscirne. Per trovarsi un impiego. E così, è ricca l'offerta
anche nel settore dell'orientamento agli studi e al lavoro. Su Orientanet, il sito
prodotto dal provider Quipo in collaborazione con Internet scuola dell'Enea, Confindustria
e Istat (www.quipo.it/internetscuola.html), è disponibile una guida online alle diverse
offerte delle università italiane, uno spazio dedicato all'impresa e alla formazione
professionale, e una serie di pagine che raccolgono i link dei siti dedicati
all'orientamento in ambito regionale, nazionale e internazionale: come Europa Lavoro
(www.europalavoro.it), il sito del Fondo sociale europeo, che mette a disposizione molti
strumenti di inserimento nel mondo del lavoro. n
(10.12.1998) |